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Processo Alberghiero di Sant’Arsenio: le studentesse raccontano le attenzioni del prof. di cucina


10-10-2009

Udienza fiume al tribunale di Sala Consilina: questa volta alla sbarra è un professore di Tolve in provincia di Potenza, D.M., accusato di molestie sessuali e minacce nei confronti di alcune studentesse minorenni. Venerdì, dopo il rinvio a giudizio disposto dal giudice a seguito dell’udienza preliminare dell’ aprile scorso, sono state escusse dal presidente Luciano Santoro e dai due giudici a latere Tarallo e Diana, cinque delle ragazze che hanno lanciato le pesanti accuse di attenzioni particolari e morbose perpetrate dal professore di cucina in questione. I fatti, dai minuziosi e circostanziati racconti pronunciati alla presenza di una equipe specializzata di psicologi, si sarebbero consumati nella cucina dell’istituto alberghiero di Sant’Arsenio durante le ore di lezione quando il docente, da qualche anno entrato in ruolo nell’istituto del Vallo di Diano, con la scusa di pulirsi le mani sul loro grembiule chiamato in gergo “torzone”, sarebbe andato ben al di là. Venerdì inoltre è stato ascoltato anche il preside dell’istituto e un carabiniere che ha svolto le indagini. Le numerosissime domande e le articolate risposte delle ragazze sono andate avanti per oltre dieci ore, mentre la posizione dell’accusato è di assoluta estraneità ai fatti contestati. Le indagini sulla vicenda erano scattate nella primavera del 2007 quando, da alcune voci di corridoio, alcune allieve all’epoca dei fatti minorenni avevano mosso la denuncia di attenzioni morbose da parte del professore di cucina nei loro riguardi. Solo al termine del lungo periodo investigativo, a mettere la manette ai polsi del trentottenne docente lucano ma residente a Brindisi di Montagna furono i carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Sala Consilina. All’inizio sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari, poi dopo qualche giorno, era stato rimesso in libertà dal Tribunale del Riesame di Salerno. Una storia questa che ha già spaccato in due l’opinione pubblica del Vallo di Diano. Come sovente accade in questi casi la popolazione e chi conosceva bene o ha avvicinato il professore a scuola o in altri ambiti ha iniziato a interrogarsi sulla veridicità del racconto delle studentesse mentre altri hanno espresso una personale riflessione sull’accaduto. Una cosa è certa: toccherà ora alla Giustizia stabilire eventuali colpe o responsabilità in merito e fare luce su tanti punti ancora poco chiari. Altre studentesse e la psicologa consulente del pubblico ministero verranno ascoltate il prossimo 19 novembre quando si terrà la prossima udienza.

 
Antonella Citro



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