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Cala il sipario su Teatro in Sala


18-03-2006

Cala il sipario su Teatro in Sala

Ultimo appuntamento con gli spettacoli nell’ambito della rassegna “Teatro in sala “ svoltasi presso l’auditorium dell’Itis “G. Gatta”di Sala Pensilina, in vista della Gran Serata di Gala con Antonio Stornaiolo e Rosaria De Cicco direttamente dalla trasmissione Rai di Renzo Albore “ Meno siamo meglio stiamo” prevista venerdì 24 marzo, nel corso della quale verranno premiate le Compagnie amatoriali in concorso.

A calcare il palcoscenico venerdì 17 marzo , la compagnia Kiosa di Sala Pensilina che ha portato in scena “Lo Guarracino”, atto unico scritto ed interpretato da Enzo D’Arco, riscuotendo un grande successo di pubblico e di critica. Il testo viene alla luce nella primavera del 2005. Il debutto della pièce avviene il 22 luglio dello stesso anno, nell’anfiteatro di Baronissi(Sa), per poi replicare, con lo stesso successo, in altre città, in altre piazze e diversi palcoscenici. Allora come oggi a dividere la scena con Enzo D’Arco due bravi attori, Tonya Filomena e Franco Freda. “Le mie regie-afferma Enzo D’Arco- sono sempre caratterizzate da un elemento fondamentale. “l’attore”. Amo dare all’attore la possibilità di stabilire un contatto vivo e vero con l’anima del teatro, ovvero il pubblico”.

Anche la scena risente dello stesso pensiero; il nero predomina a vantaggio di pochi elementi scenici, spesso uno, atto a racchiudere in se l’intero bagaglio di passioni, emozioni e sensazioni che lo spettacolo teatrale vuole suggerire. “Il mio percorso, le mie passioni teatrali,-sostiene il regista- fanno scivolare i miei testi e quindi i miei allestimenti registici, nei canali sconfinati della sperimentazione, della ricerca nonché della denuncia, per poi tuffarsi, a volte nella “nuova” drammaturgia napoletana”.

In questo caso “Lo Guarracino” è uno spettacolo volutamente leggero e brillante, teso a far divertire in primo luogo chi lo interpreta, con la speranza di trasferire questo stato d’animo allo spettatore.

Un’altra caratteristica fondamentale della pièce è la musica. Quattro canzoni cantate e suonate dal vivo, rafforzano la volontà di sopravvivenza di quel filo di poesia legato alla canzone napoletana, “visto che-secondo il regista-provare sentimenti è la trasgressione più grande che oggi possa commettere l’uomo.

Una “zattera” quale unico elemento scenico, accompagna la crociera degli attori nel Mar Mediterraneo dei diversi generi teatrali quali possono essere il racconto magico seicentesco del Basile, i richiami alla Commedia dell’Arte, le contaminazioni della “nuova” drammaturgia e le rivalutazioni della “macchietta”. I tre personaggi, ognuno a proprio modo trascorrono la loro esistenza ricercando spasmodicamente di rea sfogo alle forti emozioni e passioni che li contraddistinguono. Il traguardo di Grannonia la strega è trovare un uomo che la riesca ad amare nonostante la sua esteriorità repellente. Lo Guarracino invece, che si “infuoca per ogni donna proverà ad amare senza “scottarsi”. “Lo Muto” silenzioso ma devoto amico de lo Guarracino, comunica attraverso “la magia delle note”. “Aggia fatto n’affare a scatola chiusa” è la frase con cui lo Guarracino conclude lo spettacolo e, pedissequamente è lo stesso augurio che il regista fa allo spettatore. Infine ricordiamo che questa edizione di “Teatro in Sala” ha visto la partecipazione di compagnie provenienti da tutta Italia, da Bolzano ad Agrigento ed è destinata a crescere ulteriormente. E' quanto si prefigge l'Associazione "i Ragazzi di San Rocco" che ha curato la kermesse. Inoltre possiamo affermare che questa edizione, che ha ricevuto il "crisma" inaugurale di Peppe Barra , può essere considerata l'incipit di un percorso artistico che consacrerà la Città di Sala Consilina quale polo culturale del comprensorio grazie anche alla edificazione di un degno Tempio teatrale entro il prossimo anno(si spera!) ed in primis grazie a coloro che operano nel e per il territorio e contribuiscono a migliorarlo. .. Ad Maiora!!

Cinzia De Maio




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