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Salerno: linee guida per la nutrizione giovanile


23-02-2006

ECCO LE LINEE GUIDA PER LA NUTRIZIONE GIOVANILE

Gli esperti dell’educazione alimentare tracciano le linee guida della nutrizione giovanile. Al convegno “Scegli l’alimentazione”, organizzato dall’assessorato provinciale alla Scuola e svoltosi presso la Provincia, tutti d’accordo con Carlo Cannella direttore dell’Istituto di Scienza dell’Alimentazione de “La Sapienza” di Roma e consulente di Superquark e TG2 Salute, che dice: “Fare educazione significa fare cultura”. “L’alimentazione è sana se faccio un uso sano degli alimenti, seguendo tre punti: scelta, preparazione, somministrazione e gusto – afferma -. Anche l’informazione va fatta correttamente”. Cannella parla del nesso tra alimentazione e distribuzione automatica: “Negli ultimi anni c’è stata una notevole evoluzione delle apparecchiature e una maggiore attenzione per le esigenze del consumatore. Ne è un esempio la Carta dei servizi della Confida”. Un vademecum per gli operatori del settore rispetto a requisiti igienico-sanitari, qualità dei prodotti erogati, funzionalità del distributore e del suo corretto rifornimento. “Gli artefici dell’alimentazione siamo noi – aggiunge Cannella – per cui dobbiamo educare i giovani a un consumo intelligente per costruire qualcosa di evolutivo. La distribuzione è uno strumento di educazione alimentare nel momento in cui propone al consumatore nuovi alimenti, fornendo informazioni e consigli sui loro contenuti nutrizionali”.
Il convegno è aperto dall’assessore Pasquale Stanzione che lancia un messaggio: “Fate con amore l’alimentazione: creiamo una relazione più significativa, soprattutto, con gli studenti”. Federico Pagano direttore generale dell’ASL Sa 2 pone l’accento sulla dieta mediterranea e su uno stile di vita condizionato da stress e alimentazione. “Solo su quest’ultima possiamo intervenire – dichiara – a partire dalla scuola dove non va fatto solo cultura, ma anche educazione”. Franco Orio della fondazione Schola Medica e primario di Endocrinologia del San Giovanni di Dio e Ruggi D’Aragona di Salerno, si definisce un promotore della dieta mediterranea. Ricorda che l’obesità, in Italia, colpisce il 20% di bambini dai 6 ai 13 anni. “Il 40-60% dei bambini obesi, rimane tale da adulto – prosegue -. Secondo l’Oms (dati 2002) nel mondo ci sono 260 milioni di persone adulte obese, con prevalenza negli Usa (1 su 3) e in Europa. L’obesità porta ad altre patologie. L’Istituto nazionale sulla nutrizione ha fissato le linee guida per la corretta alimentazione partendo dalla prevenzione e dalla proposizione di nuovi stili di vita”.
Per Remo Russo, amministratore delegato del Parco scientifico di Salerno, il distributore “è uno straordinario mezzo di comunicazione per proiettare un messaggio sulla sana alimentazione, ed offrire nuovi prodotti, attraverso una campagna di sensibilizzazione con il coinvolgimento di tutte le istituzioni”. Vincenzo Scrigna vicepresidente della Confida difende la distribuzione automatica accusata di provocare l’obesità nei bambini. “Una sola merendina non fa male – sostiene -. Per combattere l’obesità è necessaria una cultura dell’alimentazione che parta dalla famiglia: serve ridurre i consumi calorici ed educare i ragazzi a sani stili di vita. L’impegno di tutti deve indirizzarsi verso l’educazione non solo all’alimentazione, ma anche alla salute. Una nutrizione controllata a livello salutistico, poi, va associata a una corretta attività fisica e ad un equilibrio di benessere globale. Fondamentale è l’azione della famiglia prima e della scuola poi”. Sono circa 800 mila i distributori automatici in Italia e 17 milioni le persone che li utilizzano con regolarità. Gli addetti del settore sono oltre 30 mila. Confida raggruppa circa l’80% delle aziende del settore (43 produttori, 35 divisioni food di grandi marche, e oltre 400 gestori di macchinari).
Gaetano Martino del gruppo Bamar evidenzia l’importanza di “informare l’allievo”. “La nostra idea è quella di apporre un bollino al prodotto con un colore di riferimento (rosso o verde) a seconda della possibile incidenza sulla dieta del bambino – afferma -. Stiamo pensando di porre il distributore all’interno di una parete attrezzata o un angolo ristoro nella scuola, dove inserire un video per informare l’allievo sulle caratteristiche nutrizionali e le quantità caloriche dell’alimento di cui ha bisogno”. Enea Calenda dell’ASL Sa 1, parla del modello mediterraneo, come tipo di alimentazione che offre le maggiori garanzie. Un modello promosso dall’Asl nei 75 centri di cottura per le mense scolastiche presenti nei 26 Comuni di competenza. Domenico Della Porta consulente per la Salute della Provincia annuncia: “A giorni sarà operativo un Osservatorio provinciale er la sicurezza, la nutrizione e il monitoraggio dell’agroalimentare”.
Antonio Fasolino della Federazione italiana medici pediatri presenta i risultati dello Studio Osime. “L’obesità è una malattia cronica della nostra società – sostiene -. In Campania il 36% dei bambini (0-14) è in sovrappeso, il 15-20% è obeso (Istat). Dati allarmanti che hanno spinto 36 pediatri su 46 dell’Asl Sa1 ad avviare un intervento con il coinvolgimento di 350 pazienti (500 a luglio 2006). Per far fronte a questa epidemia e’ necessario mettere a punto strategie concrete partendo dalle famiglie e proseguendo con scuola e istituzioni”. E ricorda che la Regione ha deciso di finanziare il progetto di prevenzione “Crescere Felix” sullo schema di Osime. Aurelio Di Matteo preside dell’istituto IPSSAR Virtuoso dice no al “terrorismo alimentare e all’eccesso di scientismo nei ragazzi”. “E’ necessario avviare percorsi didattici ed educativi multidiciplinari con la partecipazione di tutte le strutture coinvolte nell’educazione alimentare – conclude -. Dobbiamo abituarci ad avere uno stile di vita”.


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