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Coldiretti: giù le mani dalla mozzarella


27-06-2010

Il recentissimo scandalo conseguente al sequestro di un ingente quantitativo di mozzarelle adulterate dalla presenza di un batterio che gli ha conferito un inusuale colore bluastro sta portando di nuovo all'attenzione dell'opinione pubblica il quanto mai necessario obbligo di legge per l'etichettatura degli alimenti. Coldiretti lo scorso anno volle porre in essere un importante mobilitazione nazionale presidiando i valichi di frontiera e i porti allo scopo di evidenziare l'enorme quantitativo di merci e semilavorati che entrano anonimamente sul territorio nazionale per arrivare sugli scaffali come falso made in Italy. Il problema non riguarda solo la mozzarella bensì oltre metà della spesa degli italiani è anonima con l'acquisto di prodotti per i quali non è obbligatorio indicare in etichetta la provenienza e quindi con la possibilità concreta che vengano spacciati come Made in Italy prodotti importati a rischio frodi. Per il territorio salernitano la "mozzarella dei Puffi" rappresenta la punta di un iceberg che sottace le tonnellate di latte in polvere o paste filate e cagliate semilavorate che arrivano nel territorio provinciale aventi come collettori compiacenti caseifici che impunemente utilizzano marchi territoriali e immagini che rievocano legami con un territorio da cui non ritirano un solo litro di latte. Il furto che Coldiretti denuncia è sia di identità che di valore, infatti questi caseifici "parassiti" vivono e vendono il buon nome di un territorio per il quale non contribuiscono ad alcuna crescita economica, anzi deprimono lo sviluppo delle aree interne facendo chiudere le stalle e danneggiando i caseifici virtuosi che non possono reggere dinamiche competitive viziate. Moltissimi consumatori in questi giorni hanno chiamato Coldiretti Salerno per avere rassicurazioni sul bontà di questo o quell'altro caseificio, la legge italiana non prevede la possibilità di divulgare i nomi dei destinatari del latte importato dalla Polonia, dalla Lituania, dalla Romania o dalla Bulgaria. Quello che possiamo dire è che oltre 62 milioni di litri di latte sono entrati dall'inizio dell'anno nella provincia per diventare che cosa? Ovviamente mozzarella e formaggi che non recano menzione della loro provenienza e pertanto diventano made in Salerno. Il consumatore deve essere messo in grado di fare delle scelte consapevoli, pertanto è quanto mai necessario arrivare all'obbligo di indicazione in etichetta della provenienza della materia prima. Un plauso infine alle Forze dell'Ordine che attraverso i rispettivi comandi continuano incessantemente ad operare a tutela dei consumatori e del mondo produttivo.

tratto da: www.coldiretti.sa.it




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