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Vallo di Diano e Val D'Agri sotto controllo sismico


05-08-2004

Sono tra i paesi mediterranei a più alto rischio sismico. Deve essere per questo che l’Italia e la Grecia hanno deciso di unire le loro competenze scientifiche per monitorare, con tecniche elettromagnetiche non invasive, alcune aree sismicamente attive del territorio greco. E i risultati ottenuti sono indubbiamente positivi.

“Ricorrendo alla tomografia geoelettrica, una tecnica che consente di ottenere immagini elettriche del sottosuolo e di individuarne le superfici di discontinuità, è stato possibile scoprire faglie attive finora mai evidenziate nel bacino di Tyrnavos, in Tessaglia”, spiega Vincenzo Lapenna dell’Istituto di metodologie per l’analisi ambientale (Imaa) del Cnr di Potenza, che ha condotto lo studio in collaborazione con i colleghi del Technological Educational Institute di Creta e dell’Università degli studi della Basilicata.

A rendere possibile l’individuazione è stato, da un lato, l’utilizzo innovativo della tomografia geoelettrica ad un settore, quello sismolgico appunto, al quale non era mai stata applicata prima. Dall’altro, il notevole perfezionamento raggiunto dall’indagine geoelettrica, in grado attualmente di fornire immagini ad alta risoluzione e, quindi, di evidenziare con esattezza la resistività elettrica del sottosuolo, elemento importante per valutarne il grado di fatturazione delle rocce.
“I buoni risultati ottenuti con l’uso di questa metodologia in Grecia ”, prosegue Lapenna, “ci spingono a servircene anche in altre zone. Per il prossimo anno è previsto, quindi, il monitoraggio geoelettrico della zona sud del Vallo di Diano, in Campania, e della Val d’Agri, in Basilicata, che condurremo in collaborazione con l’università degli studi della Basilicata, l’università di Napoli “Federico II” e l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia.

L’utilizzo della tomografia geoelettrica per l’individuazione delle faglie attive ha avuto un riconoscimento unanime da parte della comunità scientifica, tanto che i risultati ottenuti dall’Imaa in Grecia sono stati ospitati dall’importante rivista del settore il “Journal of Geodynamics”.

Tratto da Almanacco della Scienza




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