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Udienza Piazza Affari: sentiti testi della difesa e parte civile. A breve la sentenza di I grado


19-03-2010

Al Palazzo di Giustizia di Sala Consilina si è celebrata una nuova udienza del processo “Piazza Affari” relativo al presunto giro di usura nel Vallo di Diano. Alla presenza del collegio giudicante, presieduto dal presidente del tribunale Luciano Santoro, hanno deposto i testi indicati dalla difesa mentre due imputati hanno deciso di depositare un memoriale. In piena istruttoria dibattimentale, l’accusa e la difesa ha esaminato e controesaminato i numerosi testi della difesa e della parte civile costituita nel processo, che hanno fornito ulteriori dettagli, utili a delineare i contorni della vicenda giudiziaria in questione. Dettagli e racconti spesso ripetitivi conclusi solo in tarda serata che hanno rimarcato l’importanza e il dovere di inseguire la legge e rispettarla, tutte deposizioni che adesso sono al vaglio della magistratura. La prossima udienza è stata fissata al 22 aprile quando sfileranno dinanzi al collegio altri testi della difesa e nel voler fissare gli appuntamenti successivi con le relative requisitoria e arringhe difensive, entro fine estate dovrebbe giungere la sentenza relativa al I grado di giudizio. Continua così a far discutere il procedimento penale scaturito dall’operazione antiusura denominata “Piazza Affari” che vede alla sbarra undici imputati accusati a vario titolo di usura pluriaggravata continuata, estorsione ed esercizio abusivo dell’attività di intermediazione finanziaria. Attualmente sono tutti in libertà ma restano gravissime le accuse. I fatti in questione risalgono alla notte tra il 1 e 2 marzo 2007 quando sessanta uomini, agli ordini dell’allora capitano dei carabinieri della Compagnia di Sala Consilina, Giuseppe Costa, coadiuvati dai militari di Pontecagano misero le manette ai polsi di sei degli undici finiti nel mirino delle indagini mentre altri cinque furono colpiti da denuncia a piede libero. Molto minuziosa e serrata fu l’attività di indagine condotta dagli inquirenti, attività coordinata e coadiuvata dalla Procura della Repubblica di Sala Consilina. Poi solo a conclusione del lungo periodo investigativo venne stilato un dossier di ben 700 pagine contenente innumerevoli intercettazioni telefoniche ed ambientali, un dossier che racchiuderebbe una serie di operazioni incessanti dove sarebbe emerso che le presunte vittime dei presunti usurai sarebbero cadute nella trappola delle restituzioni maggiorate anche del 500%. Una questione giudiziaria molto delicata e complessa che ha reso ancora più attuale il dramma dell’usura. Un argomento estremamente delicato che continua a dividere l’opinione del civico consesso del Vallo di Diano. La parola ora passa alla magistratura e al suo percorso per stabilire eventuali colpe e responsabilità.

Antonella Citro



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