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Passeggiando per Sala Consilina Il vicolo “Ti odio Maria” e le prime pene d’amore


24-07-2009

Vi è mai capitato di passare per via Matteo Giannone durante una passeggiata per il centro storico di Sala Consilina? Che cos’ha di caratteristico questo vicolo? Gli abitanti di Sala Consilina sanno benissimo che questa viuzza è una sorta di orinatoio pubblico che viene meticolosamente evitata da chi è predisposto al vomito in presenza di cattivi odori. Via Giannone corre parallelamente all’oblunga piazza Umberto I, la piazza principale della cittadina, posta una decina di metri più sopra. Situata tra la cosiddetta via Nazionale (ovvero via Matteotti) e la piazza principale del paese, via Giannone diviene quasi passaggio obbligato per i pedoni provenienti dalle centralissime Scuole Elementari. I viandanti, come percorso alternativo, possono utilizzare due rampe di scale, una che dà l’accesso a sinistra, l’altra alla destra di piazza Umberto I. Chiameremo la prima rampa “Giordano Bruno”, per via della lapide dedicata al filosofo posta alla sommità di essa, la seconda rampa “Forza Lazio”, per via della vistosa iscrizione murale che si scorge appena si comincia la salita sulla sinistra.


A sinistra: accesso dalla via Nazionale a via Giannone (accesso centrale, di fronte alle Scuole Elementari) attraverso il vicoletto “Ti odio Maria”.

A destra: particolare della foto precedente. Sul retro del palazzo municipale, che affaccia su via Giannone, proprio all’uscita del vicoletto “Ti odio Maria”, si nota un cono di luce che impietosamente fa risaltare la griglia in ferro contenente mattoni cementati tra loro alla meno peggio.


Di fronte alle Scuole Elementari esiste però un accesso diretto alla parte centrale di via Giannone: il vicoletto “Ti odio Maria” (come da un’iscrizione sulla sinistra salendo). Questo vicoletto porta ad un sottopasso a forma di arco. Immediatamente dopo il sottopasso, ecco via Giannone e il tanfo di urine. Ma un’altra caratteristica cattura lo sguardo di chi visita per la prima volta questo scorcio del paesaggio del centro di Sala Consilina: una grata racchiudente un muro in mattoni tenuti assieme, alla meno peggio, dal cemento rappreso escrescente e visibile attraverso la grata stessa. Quasi un’opera d’arte post-moderna. Si immagina che il committente sia il Comune di Sala Consilina, visto che il plesso sovrastante via Giannone è proprio la vecchia casa municipale, adesso semi-disabitata. In altri contesti si fa a gara per recuperare la funzionalità e le tradizioni degli edifici storici; qui sembra che si voglia abbandonare il passato sociale e l’agorà, le varie lapidi commemorative di un tempo lontano, tra cui quella a John Martin, trombettiere del leggendario battaglione del generale Custer. Questo perché la sede attuale del Comune è opportunamente decentrata in un palazzo di recente (ma non recentissima) fattura, una volta adibito a tribunale. Quasi a dire, “hic manebimus optime” e faremo anche finta che i processi (ancorché meramente mediatici), che dovremmo subire per via di queste evidenti incurie, li celebreremo “inter nos” e per surroga (come spesso avviene nelle piccole realtà locali) in seno al Consiglio Comunale.

Eppure è difficile credere che tutto quanto descritto possa essere vero. Soprattutto quando si vedono gruppi di ragazzi che, proprio nei pressi di via Giannone, consumano le loro merende in attesa degli autobus all’uscita da scuola. Alcuni siedono sui gradini del vicoletto “Ti odio Maria” a discettare eruditamente del “panta rei” di Eraclito, o degli eleati Parmenide e Zenone, fautori di una visione statica dell’universo, citando i famosi paradossi escogitati da quest’ultimo filosofo; altri si intrattengono magari a discutere di calcio e delle prime pene d’amore evocate dall’iscrizione sul muro, senza rendersi conto che qualche sconsiderato avrebbe potuto depositare, soltanto la sera prima, qualche liquido organico proprio nei pressi. Alcuni scendono di corsa per i gradini non perfettamente lisci della rampa Forza Lazio e altri continuano ad imbrattare, con le gomme masticanti abbandonate al suolo, la già indecorosamente sporca rampa di Giordano Bruno. Per quanto concerne la corretta deposizione dei liquidi organici, poi, qualche cittadino ci racconta che ormai esiste un unico bagno pubblico funzionante, sito in via De Petrinis, a Sala Consilina. Si evince così che nel passato ve ne fossero altri, in virtù di quel ruolo tradizionale che questo paese ha sempre svolto nel Vallo di Diano: una cittadina estremamente attiva nelle attività commerciali.

Sembra davvero incredibile, ma chiedete a qualsiasi cittadino di Sala Consilina che cos’è via Giannone e vi diranno che quello che viene affermato in questo scritto è la pura e semplice verità, più volte denunciata da molti cittadini, senza che questo scorcio caratteristico del paese potesse essere liberato dallo sgradevole odore di urina e dall’endemica sporcizia. Qualcuno aveva proposto l’affidamento dei locali del Comune che affacciano sulla via ad associazioni artistiche per allestire mostre permanenti dell’artigianato locale. Facciamo nostra questa proposta, che potrebbe essere risolutiva per scongiurare il degrado definitivo del posto, sempre che si voglia seriamente investire nel decoro di questa parte del centro storico anche attraverso opere di ristrutturazione. Per dare corpo alla proposta ci rendiamo disponibili a creare una sinergia tra gli artigiani di Sala Consilina, a patto che si voglia seriamente risolvere il problema. Per il momento, purtroppo, dobbiamo solo sperare che qualche viandante particolarmente sfortunato, percorrendo questa via, non abbia modo di ammirare gli zampilli naturali provenienti da falli di putti non propriamente marmorei.

Roberto de Luca
 




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