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Parco Nazionale: la regione stanzia 133 milioni di euro


23-07-2004

VALLO DELLA LUCANIA. L'istruttoria è stata lunga. Ma il sì, alla fine, è arrivato. Il nucleo di valutazione degli investimenti pubblici della Regione ha approvato il progetto integrato territoriale del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano.

Si tratta di un insieme di interventi di sviluppo ''sostenibile'' che andranno a beneficio del territorio, delle imprese, dei giovani. Il finanziamento regionale è di 133 milioni di euro e sarà impiegato in tre settori: valorizzazione del patrimonio ambientale e dei centri storici, formazione e microimprenditorialità.

Era da ottobre, quando si è conclusa la rimodulazione della programmazione del Pit, che si attendeva il via libera dall'organo tecnico regionale. Un lavoro che ha coinvolto dal ''basso'' le istituzioni, le associazioni di categoria, i sindacati, le forze sociali in quello che dal Parco chiamano «modello di concertazione allargato» e che «vedrà impegnato l'Ente nei prossimi anni - si legge in una nota - in una ulteriore fase di gestione e programmazione sulla ormai unitaria e convinta strada dello sviluppo sostenibile». Da via Palumbo sottolineano anche l'ampiezza del progetto, che interessa i 95 comuni dell'area protetta per circa 320 mila ettari, l'entità del finanziamento, il più alto tra i progetti a programmati da Palazzo Santa Lucia, l'integrazione con altre azioni (Prusst; Pit porti turistici, grandi attrattori culturali, filiera termale; Patti Territoriali; Leader Plus; cofinanziamenti Feoga) che destinerà al Cilento e al Vallo di Diano, negli anni a venire, una somma superiore ai 500 milioni di euro. Tecnicamente il Pit è stato costruito intorno all'idea guida della ''rete ecologica'': l'obiettivo è di creare economia puntando sulle risorse locali, dall'ambiente all'archeologia, e poi, come già detto, sulla formazione e la microimprenditoralità. «Un quadro - dicono dal Parco - che, raccordato alla domanda sempre crescente di protagonismo ed imprenditoria locale, può rappresentare una svolta storica per il Cilento e Vallo di Diano e il suo futuro». A beneficiarne saranno soprattutto le aree interne. Con i fondi si darà vita a un sistema degli itinerari e delle reti, a dei centri studio ''poli della conoscenza'', al potenziamento dei servizi. Nel primo asse rientra la realizzazione e la fruibilità della rete sentieristica (si citano in particolare la via Istmica e la via degli Enotri sulla direttrice Cilento-Diano), il recupero del patrimonio dei centri storici, dei fiumi e dei boschi ''vetusti'', il ripristino del patrimonio archeologico ''minore''. Nel secondo la creazione di strutture scientifiche: il Centro studi e ricerca biodiversità del Mediterraneo, il Centro Studi sulla Dieta Mediterranea, il Centro Visita Lontra, il Centro per la Fruibilità e l'Educazione Ambientale, la Scuola di Formazione per gli Operatori del Recupero Edilizio, il Centro di Competenze sui Beni Culturali. Nel terzo il trasporto ecologico, gli impianti tecnologici a servizio dei rifugi, gli aiuti alle imprese del turismo ambientale e dell'artigianato, la formazione di varie figure professionali legate al territorio, la ricerca e l'innovazione. Insomma una pioggia di euro che per il Cilento, rappresenterà una vera e propria manna capace di far fronte ai problemi occupazionali e chissà, forse anche fronteggiare l'emergenza turismo.

Fonte: La Citta di Salerno



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