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Usura nel Vallo, undici indagati rinviati a giudizio


18-10-2008

Rinvio a giudizio per tutti gli indagati per usura coinvolti nell'indagine che, cordinata dalla procura della Repubblica di Sala Consilina e condotta dai carabinieri, portò, fra l'altro, nel marzo dello scorso anno, all'arresto di sei persone (di esse, attualmente, nessuna è in carcere o agli arresti domiciliari in relazione al procedimento in corso a loro carico). Si è conclusa così l'udienza preliminare sull'usuropoli nel Vallo di Diano. Il processo è previsto per il 12 febbraio del 2009. Il gup, Chiara Di Benedetto, ha accolto appieno le richieste della pubblica accusa e l’impianto accusatorion dell’indagine coordinata dal pm Carmine Olivieri (nella foto, a destra) e, all’epoca, condotta dal capitano dei carabinieri Giuseppe Costa. Furono arrestati Felice Balsamo, di 54 anni (nella foto, in alto), Antonio Garofalo, imprenditore, 67, Massimo Puglia, 39 anni, avvocato, Michele Russo, di 37, imprenditore, (tutti e quattro di Sala Consilina), Vincenzo Petrizzo, di 50, e Francesco Castella, di 40, rispettivamente di Padula e Monte San Giacomo. Nella stessa inchiesta risultarono coinvolte, ed indagate a piede libero, altre cinque persone. Degli arrestati due, Francesco Castella e Antonio Garofalo, ottennero immediatamente il beneficio degli arresti domiciliari (arresti, poi, revocati). Gli altri quattro, invece, furono tradotti, nella Casa Circondariale di Sala Consilina, ottenendo successivamente la libertà in attesa di giudizio. Pesanti per tutti i reati contestati e per i quali è stato deciso il rinvio a giudizio. Felice Balsamo, Massimo Puglia e Vincenzo Petrizzo devono rispondere di associazione per delinquere finalizzata all'usura e l'esercizio abusivo del credito bancario. Franco Bruno, Francesco Castella e Michele Russo sono accusati di associazione per delinquere, usura e concussione, reato, quest'ultimo, contestato anche a Vincenzo Petrizzo. Concorso in usura, abuso di ufficio e rivelazione di segretti di ufficio sono invece i reati dai quali devono difendersi Francesco Cioffi, Giovanna Cioffi, Franco Paladino e Michele Sariello. Il processo inizierà il 12 febbraio del prossimo anno. A fare scattare le indagini, durate circa due anni, sull'usuropoli del Vallo di Diano, fu una donna trentacinquenne che aveva pensato di mettere su una piccola impresa di pulizia, profittando del fatto che nel Vallo di Diano il settore delle pulizie pubbliche e private era in forte crescita. Mise in campo tutti i suoi risparmi nella speranza che le cose potessero andare bene. Ma, dopo pochi mesi, cominciarono le prime difficoltà anche perché i finanziamenti che le erano stati assicurati tardarono ad arrivare. Intanto non c'era giorno in cui non doveva fare un pagamento. E non aveva i soldi. Gli usurai le fecero un prestito ma con interessi da capogiro il 500 per cento. Minacce a non finire se non avesse pagato. Poi ebbe il coraggio di denunciare e partì l’inchiesta.

GIUSEPPE LAPADULA

tratto da: www.ilmattino.it

 




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