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Paladino: «Nel Parco quaranta discariche pericolose»


17-06-2008

L’assessore provinciale all’Ambiente Angelo Paladino spara ad alzo zero sul Parco Nazionale del Cilento e del Vallo Di Diano. Rivela la presenza di discariche da bonificare, di discariche abusive all’interno del perimetro del Parco, di fiumi inquinati e di depurazione all’anno zero. Insomma per Angelo Paladino il Parco è un fallimento. «All’interno del Parco - dice Paladino - ci sono 40 discariche comunali che non sono sicure» Un allarme che è una denuncia vera e propria «Dico di più. Le 40 discariche sono quelle censite. E ce ne saranno altrettante abusive o non censite che sicuramente saranno nelle stesse condizioni». Ma le discariche non sono di competenza del Commissariato Straordinario? «Certo, ma in questo momento di emergenza operi chi ha i soldi da spendere e il Parco ha 125 milioni di euro disponibili. Forse non si spenderanno per una indagine sui microrganismi marini, ma intanto rendiamo pulite le acque dei fiumi che sfociano nel mare e non danneggiano i microorganismi». Quei soldi serviranno senz’altro per progetti interessanti. «A cosa? Il Parco è nato per proteggere la matrice ambientale di una zona ancora incontaminata. Se il territorio del Parco non lo si protegge dai rifiuti, dai fiumi inquinati, dal ciclo della depurazione delle acque che è all’anno zero, mi domando a cosa servono questi soldi?» Lei prefigura uno scenario apocalittico. «La verità è che c’è una situazione fuori controllo. Immaginamoci cosa succederà fra qualche settimana dove lungo la zona costiera la popolazione triplicherà se non quadruplicherà. Si passerà ad una produzione giornaliera di due chili di rifiuti procapite. Se non è emergenza questa». Per questo ci sono le microdiscariche comunali. «In un territorio protetto come quello del Parco non possiamo lasciare le discariche nelle mani dei soli sindaci. Il Parco deve intervenire a tutela del territorio, essere di supporto ai sindaci dei piccoli comuni, tutelare i fiumi dall’inquinamento, pensare ad una discarica comprensoriale che possa servire per la gestione dell’emergenza. La tutela del territorio significa principalmente questo» Il presidente del Parco ora è dimissionario «Anche questa non la capisco. Il volersi mettere in discussione non ha senso come non ha senso dimettersi. Se dovessimo dimetterci ad ogni cambio di governo regionale o nazionale sarebbe un carosello continuo. Le istituzioni sono una cosa, i partiti un’altra.Capisco lo stile di De Masi, ma ora abbiamo una situazione fluida di ingovernabilità e di incertezza». Ma la Provincia ha il suo ruolo nella gestione. «Assolutamente no. Ci sono i sindaci nell’assemblea, ma la gestione vera è riservata al Presidente e al consiglio direttivo che è quasi interamente di nomina ministeriale».

DOMENICO BARBATI

tratto da: www.ilmattino.it



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