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Sala non molla: presidio a oltranza


22-10-2004

Sala Consilina. «Non ci porteranno via, anche quest'ultimo simbolo. Resteremo qui, e dovranno passare sulle nostre teste. Siamo decise, noi donne ma anche i ragazzi e gli anziani che sono qui nel quartiere. Questa struttura fa parte della nostra vita da più di 50 anni». è solo una delle tante voci che ieri pomeriggio si sono alzate davanti al carcere di Sala Consilina. Soprattutto donne e ragazze, tutte unite per continuare una protesta e salvare un simbolo che, in primo luogo, appartiene alla gente del quartiere San Raffaele. Una struttura che però è a servizio dell'intera Sala Consilina e di tutto il comprensorio Vallo di Diano-Bussento. Alle 4 di pomeriggio, orario prefissato per l'assemblea, il sole batte ancora forte e caldo sulle cancellate di ferro che circondano la casa circondariale. Davanti ci sono più di cento di persone, le prime che si sono fatte avanti dopo il presidio iniziato due giorni fa dagli avvocati del Foro salese, un presidio che andrà ad oltranza con turnazioni di sei avvocati. L'assemblea cittadina è stata convocata per parlare con la popolazione e coinvolgerla finché non sarà sospeso e revocato il decreto del Ministero della Giustizia, che sancisce la chiusura definitiva della struttura. Presenti gli avvocati, gli amministratori locali e provinciali, ma soprattutto la gente, pronta a dare man forte alla voce dei relatori che hanno chiesto aiuti in queste ore cruciali. «Ci hanno tolto la Pretura, poi la Corte d'Assise, poi ancora l'Enel. Adesso è la volta del carcere e poi seguiranno il Tribunale, gli uffici finanziari. Sala Consilina nonostante sia il capoluogo del Vallo di Diano sta divenendo la città più povera della provincia» spiega un'anziana signora, ascoltata in silenzio da tutti. Alla sua conclusione scrosciano gli applausi, quelli che seguono anche le parole degli altri relatori. «I parlamentari e i politici fanno solo promesse. Prima delle elezioni li abbiamo visti far finta che la Sicignano-Lagonegro fosse riattivata. Poi nulla e così anche per il carcere». Da San Raffaele, l'imperativo è quello di coinvolgere tutti gli altri quartieri salesi e il comprensorio valdianese. L'appuntamento più importante adesso è il consiglio comunale di sabato, convocato alle 11,30 all'Itis. Mentre i cittadini ieri pomeriggio assicuravano la permanenza sul posto e ogni tipo di resistenza, giungeva la notizia che il ministro Castelli avrebbe fissato una convocazione con il ''comitato per il carcere'' per il 3 novembre alle 16. Nulla di certo, mentre i parlamentari a suon di comunicati cercano di rimediare al provvedimento ministeriale. Secondo il deputato Franco Brusco, il decreto è solo un atto tecnico per permettere alla Dike Edifica Spa (società del Ministero del Tesoro) di ricevere in permuta il vecchio immobile e cominciare i lavori del nuovo carcere.

Salvatore Medici

Fonte: La Citta di Salerno



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