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La notte dei Barbuti i sentieri del teatro- estate 2007


19-08-2007

DA BACCO A SALOME’…
tra vino e teatro ,la magnifica performance di ANTONIO GRIMALDI supera il luogo comune della scena! Di Anna De Rosa
 
Il tradizionale appuntamento estivo del teatro dei Barbuti anche quest’anno mantiene promesse di stupore, successo e interesse di pubblico con un ricco programma di performance artistiche,di teatro, musica e danze…un laboratorio culturale sotto le stelle nella location del teatro aperto o al chiuso nella chiesa di S.Apollonia . Una perfetta armonia/alchimia tra il territorio che li ospita ,possibile vettore di turismo, bellezza del centro storico salernitano e spettacolo; un connubio essenziale per l’accoglienza di visitatori ,quest’anno arricchita dalla degustazione guidata di vini locali.
Nel perfetto connubio,dunque, tra cultura artistica e vitivinicola,la sera del 12 agosto ho assistito alla performance/monologo di Antonio Grimaldi ,titolata SALOME’.
Devo premettere che il vino offerto dall’enologa Sonia d’Urso di Benevento(veterana di serate /evento di degustazioni di vini e prodotti locali abbinati alla cultura) ,prima di entrare a vedere lo spettacolo è stato un gradito gesto conviviale ,simbolo ed espressione di apertura magistralmente strategica per sciogliersi all’incontro artistico di postavanguardia di Antonio , che lavora sul principio attivo del training,del lavoro sul corpo.Elaborando emblematici opposti estremismi nella sua accezione originaria del termine “dramma” dal greco “drao –agisco” e infatti col suo monologo a più timbri di voce mette direttamente in conflitto i personaggi in lui e da lui dissociati:
 la giovane SALOME’, la REGINA MADRE, l’IMPERATORE-ZIO-PADRIGNO-bramoso.
ANTONIO GRIMALDI brucia di autocombustione creativa:nella cornice teatrale scelta,al centro dello sguardo del pubblico distribuito sui lati ,senza palco, crea una sperimentazione ad effetto con una scenografia tra set di Almodovar e set televisivi di ARBORIANA memoria, fa “fiorire” l’esperienza dello spiazzamento,interpretando l’idea estrema nichilista della civiltà di massa fagocitata dalla telecrazia mediatica!
La sua SALOME’ vestita da esilarante VELINA con minigonna ed exstention ai capelli,appare illuminata nell’oscurità,avanza,accennando passi da mannequins ,passi di danza su un tappeto-guida fatto di sabbia ,si offre al pubblico ancheggiando.
Il suo viso è un susseguirsi di espressioni,esuberanza ,simulazione fisica di uno stato mentale in trasformazione fino all’eccesso,icona malinconica ,poetica,custode di un segreto, abisso di se stessa! ASSASSINA! Avanza fino a un baldacchino coperto da tulle rosso.Macchia di sangue il suo vestito…
E’ un non attore, è Salomè ,è una maschera perfetta,presta il suo corpo per farsi specchio dell’immagine ,è reale,è surreale!
Decodificando le sue sovrastrutture culturali e privando il testo dalla sua memoria storico/biblica,con l’accellerazione delle trasformazioni in atto, Antonio provoca col paradosso  proponendo la tradizione del nuovo ,tutto cambia per non cambiare, sottintesa la domanda chiave del suo spettacolo di come l’egenomia televisiva influenzi l’immaginario collettivo?!Non resta che interrogarci sul senso del teatro di fronte al nuovo approccio della comunicazione MYMEDIA, informazione personalizzata, gestita dall’utente sottoposto a pressioni medianiche, a internet…  
  



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