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Salerno: il Crocifisso ritrovato 2007, una fiera per tutto il centro storico


26-04-2007

Noi Manfredi re di Sicilia, per supplica di Giovanni da Procida, concediamo che in Salerno si faccia una Fiera generale”. Era di maggio, 1259, quando dalla sua dimora di Lucera Manfredi emanò un decreto che avrebbe consentito alla città campana di allestire una fiera con crescita esponenziale fino all’Ottocento, un appuntamento importante, di rilievo europeo. Riprendendo una antica tradizione dal 28 aprile al 1 maggio 2007 ritorna nel centro storico di Salerno, interessando oltre venti siti, “Il Crocifisso Ritrovato”, che intende recuperare le tradizioni legate all’antico evento fieristico. Si parte della suggestioni  della leggenda sottesa alla fiera: “sulle tracce di Pietro Barliario”, questo il sottotitolo che spiega perché la fiera assunse il nome di Crocifisso. Pietro Barliario, mago, alchimista e architetto, si sarebbe pentito dei suo misfatti proprio dinanzi ad un Crocifisso (esistente realmente e custodito oggi nel Museo Diocesano di Salerno). Si racconta che il Cristo avrebbe chinato la testa in segno di perdono dinanzi al Barliario sinceramente pentito. La leggenda vuole che il mago architetto avesse costruito l’acquedotto in una sola notte, con l’aiuto del diavolo. Quando i figli scoprirono le sue trame diaboliche, Pietro li uccise, ma pentitosi subito corse in chiesa, dove passò tre giorni a pregare. Infine ottenne il perdono divino, testimoniato dal miracolo e visse i suoi ultimi anni come asceta nell’abbazia. I pochi resti dell’acquedotto ora visibili, a via Arce, sono detti per questo motivo "archi del diavolo". Il Crocifisso pertanto come storia della conversione di Pietro Barliario “ma soprattutto – spiega Giuseppe Natella, della Bottega S. Lazzaro, cui si deve la direzione organizzativa dell’evento - come spaccato della Salerno economica e professionale del passato, attraverso il richiamo alla grandiosa Fiera di Manfredi, che dal Duecento trasformò Salerno in uno dei più fervidi empori commerciali del Mediterraneo. Un richiamo anche al presente e ad un centro storico che grazie all’impegno pluriennale del sindaco Vincenzo De Luca, che crede molto in questa manifestazione, sta rinascendo”. E ancora, prosegue il direttore artistico del Crocifisso ritrovato, Andrea Carraro “la Salerno culla della medicina con la sua Scuola Medica; la Hippocratica Civitas, centro culturale di assoluta avanguardia ove confluirono il pensiero e le conoscenze di diverse culture - la greca e la latina, ma anche l'islamica e l'ebraica - e che proprio all'epoca di Pietro Barliario viveva un periodo di massimo splendore”. Il Crocifisso Ritrovato si avvale del patrocinio del Comune di Salerno, della Provincia di Salerno, dell’assessorato all’Agricoltura della Provincia, della Camera di Commercio, della Fondazione Sichelgaita, dell’Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo e dell’Ept di Salerno. Una straordinaria sinergia che porta a ringraziare anche: la Curia Arcivescovile, la Soprintendenza Bapasaad di Salerno e Avellino, i parroci della Cattedrale e delle parrocchie interessate, l’associazione Fap (Federazione Artigiana Pasticceri), l’associazione Erchemperto, l’Associazione Il Centro Storico, l’Aci, l’Aicar.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
I LUOGHI DEL CROCIFISSO RITROVATO

Questi i siti del centro storico di Salerno con i rispettivi eventi che ospiteranno:

Via Masuccio Salernitano: artigiani e gastronomia;
Largo S. Petrillo: piccolo antiquariato;

Via Mercanti: apertura della Pinacoteca Provinciale ed artigiani;

S. Antonio de Nobili: mostra di ceramica “Per…corsi di pensiero”, manufatti realizzati durante il corso di ceramica curato da Sofia De Mas per gli ospiti del centro di Salute Mentale di via Bastioni; Largo Cassavecchia: esposizione libraria;

Sala S. Lazzaro: Presepe Dipinto;
via Duomo: artigiani;

Tempio di Pomona: mostra di artigianato tessile a cura delle Cna;

Largo Plebiscito: apertura del Museo Diocesano che ospita il crocifisso originale che ha dato luogo alla leggenda (ma anche gli avori medievali e l’Exultet)

via S. Benedetto: apertura del Museo archeologico provinciale e della chiesa di S. Benedetto;

Piazza Abate Conforti: degustazione di frittura di pesce, preparata con gli oli Dop (assessorato all’Agricoltura della Provincia di Salerno) e offerta nei caratteristici “cuoppi” di carta;

Chiesa dell’Addolorata: mostra l’arte sottratta; sfilate di moda; mostra “Barliario con gli occhi della fantasia”, a cura di Gilda Ricci, in esposizione gli elaborati delle scuole elementari di Salerno. All’addolorata anche performance, danze e concerti.

Presso la parrocchia Madonna delle Grazie e la pia Casa albergo “Immacolata Concezione”: spazi dedicati alla gastronomia salernitana con la milza, la frittata di borragine (piante spontanea già usata nel Duecento) ed altre specialità;

Giardini della Minerva: concerti e tisanerie;
Via Canali: artigianato estero;

Ave Gratia Plena: erboristeria e stands della solidarietà;

Largo Campo: le dolcezze di Salerno: dolci tipici, sfogliate, dolciumi della primavera;

via Pandolfina Fasanella: prelibatezze del mercatino biologico e crepes preparate con le nocciole tonde di Giffoni.

 

I BAMBINI SULLE TRACCE DELLA STORIA. VISITE GUIDATE E FUMETTI

Per i bambini, ma anche per gli adulti, sono state organizzate delle visite guidate nei luoghi più affascinanti del centro storico legati alla leggenda di Pietro Barliario. La sua vicenda è raccontata in un opuscoletto come una fiaba, a cura di Paola Valitutti, con i disegni di Simona Bassano di Tufillo. Le visite per gli adulti partiranno ogni giorno da piazza Portanova alle 10,11.30, 17 e 18.30. Per i bambini delle scuole: partenze ogni ora dalle 9 alle 12. La storia di Barliario è stata sintetizzata anche in un fumetto originale a cura di Enzo Lauria, prodotto in 15mila copie.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
IL PROGRAMMA DEGLI SPETTACOLI

La Fiera “Il Crocifisso Ritrovato” si inaugura sabato 28 aprile alle 18.30 in piazza Portanova con uno spettacolo che sottolinea la Meditarreneità. Si esibiranno gruppi etno-folk della Spagna e delle Grecia (Corfù), i due paesi ospiti. Accanto al gruppo Lorentzos Mavilis dell’isola greca, che darà luogo ad un antologia di sirtaki e danze tipiche e del gruppo Flamenco, per tutta la durata della manifestazione ci saranno spettacoli itineranti de: I Musicastoria, I Picarielli, I Dindelon, I Napulantica, ed alcuni cantastorie che, come nel Medioevo, con chitarre, stendardi racconteranno la vicende di Barliario per le strade del centro antico. In piazza Portanova sarà allestita anche una mostra di auto d’epoca

CHIESA DI S. BENEDETTO

La leggenda di Pietro Barliario (28-29-30 aprile e 1 maggio dalle 19 alle 21). Spettacolo inedito prodotto dalla Bottega S. Lazzaro. Un testo scritto e diretto da Antonello De Rosa.

CHIESA DI S. APOLLONIA

Mostra fotografica “Paesaggi Urbani”, a cura di Franco Sortini (28-29-30 aprile)

Concerto di Banduria. Un concerto che vede protagonista lo strumento tipico della tradizione ucraina, il Banduria, simile al nostro mandolino con le sue 24 corde. Voce solista Tetjana Thachuk (28-30 aprile e 1 maggio ore 20.30)

“Dalle ance ai tamburi”, incontro concerto con la musica tradizionale. A partire dalle ore 18.00 stage di percussioni, la musetta francese, la voce, il cister, la cornamusa elettronica ed in serata (ore 21.00) il concerto “La cornamusa e i tamburi”: con Giovanni Floreani, Emanuele Riverberi, Paolo Simonazzi, Fabio Tricomi.

 

CHIESA DELL’ADDOLORATA

“La fiera del Crocifisso”, una originale performance di danza. Musiche di Lino Cannavacciulo, testi di Michele Scozia, coreografie di Antonella Iannone. (28 aprile alle 19.30 ed alle 20.30 e 1 maggio ore 19.30 e 20.30).

Sfilata di Moda: a cura della Camera di Commercio di Salerno e dell’associazione di categoria degli artigiani salernitani(29 e 30 aprile ore 19.30)

LARGO ABATE CONFORTI- SCALONI DELL’ADDOLORATA

Paolo Cimmino – Concerto “Percussion Drumming per Jaya” (28 aprile ore 21.30)

GIARDINI DELLA MINERVA

Concerti ogni sera dal 28 aprile al 1 maggio alle ore 20.00. Sulle terrazze degli antichi giardini sarà possibile degustare le tisane “Silvatiche”, elaborate utilizzando le erbe della tradizione dalla associazione Nemus.



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