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LA NUOVA ORDINANZA DEL MINISTRO DELLA SALUTE A TUTELA DELL’INCOLUMITA’ PUBBLICA DALL’AGGRESSIONE DI CANI


21-01-2007

E’ stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n.10, del 13 gennaio 2007, l’ordinanza del Ministro della Salute, concernente la ‘’Tutela dell’incolumità pubblica dall’aggressione di cani’’.
L’ordinanza,composta da sei articoli, è stata emanata ,in mancanza di una disciplina normativa organica in materia,a tutela della salute pubblica ,per sanzionare gli episodi di aggressione alle persone da parte di cani.
Il provvedimento, entrato in vigore il 14 gennaio 2007 ,ha efficacia per un anno,cioè fino al 14 gennaio 2008, sancisce,tra l’altro, il divieto del taglio della coda e delle orecchie,la recisione delle corde vocali,l’addestramento inteso ad esaltare l’aggressività e la sottoposizione di cani a doping.
I proprietari e i detentori di cani hanno l’obbligo di applicare la museruola o in alternativa il guinzaglio ai cani quando si trovano nelle vie o in altro luogo aperto al pubblico.
Ai cani condotti nei locali pubblici e sui mezzi pubblici di trasporto è obbligatorio entrambi la museruola e il guinzaglio.
Tali obblighi non si applicano ai cani per non vedenti o per non udenti, cioè addestrati come cani guida e quelli in dotazione alle Forze armate,di Polizia,di Protezione civile e dei Vigili del Fuoco.
Invece per i cani di razza, vale a dire per quelli a rischio di aggressività, come per esempio, alcune specie di Cane pastore ,il pit bull, il bulldog, il rottweiller, il Perro,il Dogo Argentino ,eccetera,oltre alla polizza di assicurazione di responsabilità civile per danni contro terzi,è obbligatorio applicare sempre il guinzaglio e la museruola ,sia quando si trovano nelle vie o in altro luogo aperto al pubblico,sia quando si trovano nei locali pubblici o sui mezzi pubblici di trasporto .
L’articolo 5 dell’ordinanza definisce cane con aggressività non controllata l’animale che,non provocato,lede o minaccia di ledere l’integrità fisica di una persona o di altri animali attraverso un comportamento aggressivo non controllato dal proprietario o detentore dell’animale.
L’uso di collari elettrici o altri congegni atti a determinare scosse o impulsi elettrici sui cani procura paura e sofferenza e può provocare reazioni di aggressività da parte degli animali stessi.
L’impiego di tali strumenti si configura come maltrattamenti previsti e puniti dalla legge 20 luglio 2004,n. 189,pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n.178 ,del 31 luglio 2004, entrata in vigore dal 1 agosto 2004.
Infatti l’art. 544 ter inserito nel codice penale statuisce che ‘’Chiunque,per crudeltà o senza necessità,cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche è punito con la reclusione da tre mesi a un anno o con la multa da 3.000 a 15.000 euro’’.
La stessa pena si applica a chi somministra agli animali sostanze stupefacenti o vietate ovvero li sottopone a trattamenti che procurano un danno alla salute degli stessi.
La pena è aumentata della metà se dai fatti deriva la morte dell’animale.
Inoltre,chiunque,per crudeltà o senza necessità,cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da tre mesi a diciotto mesi.
E’ vietato utilizzare cani e gatti per la produzione o il confezionamento di pelli,pellicce,capi di abbigliamento e articoli di pelletteria costituiti od ottenuti,in tutto o in parte,dalle pelli o dalle pellicce dei medesimi,nonché commercializzare o introdurre le stesse nel territorio nazionale.
La violazione è punita con l’arresto da tre mesi ad un anno o con l’ammenda da cinquemila a centomila euro.
Infine la legge punisce chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività ,con l’arresto fino ad un anno o con l’ammenda da mille a diecimila euro.
In conclusione ogni animale ha diritto al rispetto,alla considerazione,alle cure e alla protezione dell’uomo.
L’uomo non può attribuirsi il diritto di sterminare gli animali.
Egli ha il dovere di mettere le sue conoscenze al servizio degli animali.
PIETRO CUSATI
 pietrocusati@tiscali.it



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