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Il Vallo di Diano e il Golfo di Policastro insieme per la nascita del comitato Grande Lucania


01-10-2006

COMITATO PROMOTORE “GRANDE LUCANIA” COMUNICATO STAMPA INCONTRO SVOLTOSI A SAPRI 28/09/2006

“Il Vallo di Diano e il golfo di Policastro insieme per la nascita del comitato Grande Lucania, il cui atto costitutivo avverrà ufficialmente a metà ottobre in un’assemblea pubblica. E’ una prospettiva esaltante, frutto di un lavoro sinergico tra tutte le energie impegnate a questo progetto ambizioso e rivoluzionario. Il comitato unitario fungerà da collante tra le varie proposte per non disperdere una forza composita ma monolitica, cui soltanto unità e compattezza potranno permettere di centrare il traguardo della Grande Lucania. "Non ci presteremo a strumentalizzazioni ma andiamo avanti in maniera serena convinti della formula vincente, perché parte dal popolo”. Ha le idee chiare l’architetto Tiziana Bove Ferrigno, anima pulsante del movimento che propone la ridefinizione dei confini regionali e l’addio alla Campania. Anche nel golfo di Policastro soffiano venti di secessione. E nell’aula consiliare del comune di Sapri, la voglia di Lucania emerge in modo intenso e appassionato in un dibattito a più voci. “L’obiettivo da raggiungere, ancorché irto di ostacoli, non è insormontabile - sottolinea il giornalista Pasquale Scaldaferri- sono persuaso che vinceremo, nella consapevolezza che la forza maggiore arriva proprio da chi avversa il nostro progetto, come il vicepresidente cooptato della Regione Campania, che con iattanza e improntitudine liquida la nostra presa di posizione come iniziativa balneare”. Per l’ex sindaco di Sapri “questa è un’area che la politica ha svenduto alla Margherita, non si muove niente se non decide Antonio Valiante –tuona Geppino Furgione- la nostra è un’esigenza sentita che potrà avere successo solo seguendo il sentiero popolare. Il Diano e il Golfo sono al collasso, se non vogliono spirare devono perseguire finalità precise, senza ipocrisie, attraverso questo comitato che ha una fisionomia apartitica ed è aperto a tutte le forze libere e autonome”. Un contributo tecnico-giuridico arriva da Franco Flora, consigliere della Corte d’appello di Potenza: “E’ imprescindibile –argomenta il magistrato- il coinvolgimento delle istituzioni comunali e delle Regioni interessate, anche se successivamente all’esito referendario consultivo aperto a tutti i residenti dei comuni che intendono distaccarsi dalla regione di origine”. Per il presidente dell’associazione imprenditori Vallo di Diano, Valentino Di Brizzi “le difficoltà logistiche e burocratiche ci penalizzano pesantemente a causa di una Regione (la Campania) elefantiaca e sclerotizzata”. Nutrita la rappresentanza di cittadini, artigiani, commercianti, liberi professionisti, docenti, operatori e tecnici del diritto, sindacalisti. Accorato l’intervento di Luciano Ignacchiti, presidente dell’associazione storico-culturale Sapri 15 agosto 1943 che porta il saluto dei lucani in Venezuela. Presenti all’incontro anche i consiglieri comunali di Polla (Giovanni De Lauso e Walter Venosa) e Padula (Michele Sarli). E il sindaco di Vibonati, Massimo Marcheggiani, esprime chiaramente la propria adesione alla Grande Lucania. “Vogliamo restituire centralità ad un territorio da sempre emarginato –rincara la dose Amedeo De Maio, consigliere comunale di Sala Consilina- la nostra è una battaglia unitaria che non permetterà a nessuno basse speculazioni e bieco settarismo”. L’avvocato Michele Montuori parla di “necessità di respirare un’aria nuova e tornare alle nostre legittime origini, ma per far ciò occorrono tre condizioni: coraggio, volontà, determinazione”. Il movimento trasversale raccoglie consensi unanimi anche in Basilicata. Il consigliere regionale Marcello Pittella (Ds) ritiene che “un’eventualità di questo tipo permetterebbe alla Lucania di uscire da una condizione di microregione, con vantaggi che, credo, non dovrebbero sfuggire a nessuno”. E Dino Brusco, già consigliere regionale della Casa delle Libertà, sottolinea “la debolezza del Vallo di Diano e golfo di Policastro, storicamente neglette e con il più basso reddito pro-capite della Campania, al punto che le popolazioni avvertono il disagio di vivere in un’area sottovalutata e sottosviluppata a dispetto delle straordinarie potenzialità”.

Comitato Grande Lucania

338 2074967

347 3611424

360 315449

C.D.M.




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