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Inizia domani, 16 settembre, nelle Grotte di Pertosa-Auletta la XXI edizione del Festival di musica e cultura etnica "Negro"


15-09-2016

Inizia domani, 16 settembre, nelle Grotte di Pertosa-Auletta (Salerno) la XXI edizione del Festival di musica e cultura etnica "Negro"

Il tema delle "Integrazioni" con 75 artisti fino al 18 settembre, tra commistioni di genere e omaggi a Fabrizio De Andrè in napoletano

 

Musiche e dialetti diversi si fondono in un unico progetto artistico, con 75 artisti provenienti da tutto il mondo, per declinare il tema e l'aspirazione all'integrazione, culturale e sociale, prima che musicale. Partendo da un palco incastonato in un luogo meraviglioso, ancestrale e magico allo stesso tempo: quello delle Grotte di Pertosa-Auletta (Salerno), primo rifugio dell'uomo primitivo contro le avversità e i pericoli, e oggi simbolico rifugio della cultura e megafono della voglia di pace e di fratellanza.

E' quindi dedicata al tema "integrazioni incontri e incastri tra mondi musicali" la 21/a edizione del “Negro Festival”, la rassegna nazionale di musica e cultura etnica che si apre domani, 16 settembre nelle Grotte di Pertosa- Auletta (Salerno), per proseguire fino a domenica 18 settembre. Una cornice naturale unica al mondo - la grotta attraversata dal fiume “Negro” da cui prende il nome la rassegna – ospiterà per tre giorni commistioni di generi e sonorità, e fusioni tra mondi diversi e solo in steoria distanti, come il punk e il gospel, la melodia araba e quella Yiddish, la tarantella e i dj, o anche un amalgama sperimentale ed eccezionale come la poesia di Fabrizio De Andrè riletta in dialetto napoletano, con le voci di Teresa De Sio, Enzo Gragnaniello, Francesco Di Bella e Maldestro (17 settembre). E ancora, la tromba del siciliano Roy Paci che duetta con i Klezmatics (18 settembre), e le liriche contadine "shakerate" con i ritmi serrati dell'electro-pop nel duetto tra band lucana dei Renanera e Vittorio De Scalzi.

Nell’ampio programma dell’edizione 2016 – organizzata dal Comune di Pertosa con la direzione artistica di Dario Zigiotto – c’è anche spazio per il progetto “Stazioni lunari”, di Francesco Magnelli (ex Csi), che percorre la tradizione della musica popolare: si suonano e si cantano alcuni brani tradizionali di varie parti del mondo: canti di aggregazione e di ringraziamento portati in chiave nuova e innovativa da Ginevra Di Marco, Stefano “Cisco” Belotti (Ex Modena City Rambler), Carlos Paz e Ziad Trabelsi, (due delle voci principali dell’Orchestra Di Piazza Vittorio), Daniele Sepe e Peppe Voltarelli (16 settembre).

 “Integrazioni – incontri e incastri tra mondi musicali” è, quindi il filo rosso per il 2016, che caratterizza le scelte artistiche con cui sono chiamati a esibirsi i circa 75 musicisti, articolati in dodici progetti, sui due palchi della manifestazione, quello principale e “Antro suono extra”, all’ombra delle grotte, laboratorio e centro ricerche di nuove sperimentazioni o di proposte fuoricorso e che ospiterà, come di consueto, anche i vincitori del concorso di canzone etnica del “Premio Parodi” di cui il Festival è partner.

Alla musica d’autore e ai progetti artistici si unisce non solo la spettacolare scenografia delle grotte di Pertosa-Auletta, con la possibilità di visite e speleo-trekking, ma anche l’occasione per gustare, in attesa dei concerti, i migliori prodotti tipici offerti dalla cucina locale, come il famosissimo Carciofo bianco, vera prelibatezza dell’area.

Oltre a prezzi vantaggiosi di accesso all’area spettacolo (€.5 per ciascuna delle prime due serate, e gratuito per la serata di domenica), vanno in questa direzione anche i servizi di accoglienza che l’amministrazione comunale di Pertosa mette a disposizione, in particolare per i giovani, come il campeggio gratuito, attrezzato con servizi durante la durata del festival e le varie attività connesse di speleo-trekking. Un’offerta che asseconda quell’istanza esplorativa che, insieme anche alla musica, favorisce la mobilità turistica giovanile, facendone futuri fruitori adulti di turismo culturale.

Ancora una volta, dunque, il piccolo fiume che sorge e sparisce nelle grotte, per poi gettarsi dopo un breve tragitto, nel sottostante e più importante Tanagro, conferirà a questo stupendo angolo, un fascino creativo artistico e universale tutt’altro che bucolico. "Esplorando differenti angolature musicali, gli artisti - ha spiegato il direttore artistico, Dario Zigiotto - si proporranno in una sorta di palco-sharing, 'integrandosi' appunto, in un dialogo musicale tra diversità sonore e culturali, in un’ottica di confronto e di scambio che supera il concetto di vicinanza tra artisti diversi e tra set autonomi, per giungere a quello di incontro attraverso momenti di condivisione del palco". Anche per la 21/a edizione è stato quindi "messo in campo un programma di altissima qualità e di forte impatto evocativo - ha spiegato il sindaco di Pertosa, Michele Caggiano - che si inserisce perfettamente nello stupendo scenario delle Grotte, e che ancora una volta valorizza la nostra splendida area, grazie al lavoro di tutti e dei tantissimi volontari, senza dei quali questa rassegna non sarebbe possibile".

"È la prima volta - ha dichiarato il Direttore Generale della Banca Monte Pruno Michele Albanese - che condividiamo il progetto Negro Festival. Si tratta di un appuntamento di punta che si tiene nel nostro territorio al quale partecipano migliaia di persone, tra cui molti giovani. È un evento che arricchisce la nostra area. Ringrazio l'amministrazione comunale di Pertosa per averci coinvolto. Siamo soddisfatti per aver dato un contributo, anche di carattere finanziario, per consentire l'ottima riuscita del Festival. È anche questo il nostro ruolo, dare supporto a quelle istituzioni che creano valore sul territorio, condividendo un'idea concreta di sviluppo e promozione". Il tema “integrazione”, a cui si ispira l’edizione 2016 del Negro Festival, “è nella missione della Fondazione MIdA. Quest'anno, nelle tre serate, con un’apertura straordinaria fino alle 24 - ha dichiarato il presidente della Fondazione MIdA, Francescantonio D’Orilia - presenteremo il nuovo Museo del Suolo. Quest'ultimo ‘integra’ il mondo ipogeo al mondo che viviamo ogni giorno, proponendo un singolare itinerario di conoscenza dedicato alla terra, e più precisamente a ciò che avviene in quei tre metri, fondamentali per la vita sul nostro pianeta, che dalla superficie si portano in basso. Il suolo, infatti, rappresenta quel mondo di cui siamo inconsapevoli ma che permette la nostra sopravvivenza. E come  Fondazione vorremmo sensibilizzare il popolo di Negro a questo importante tema”.

 

IL PROGRAMMA DI VENERDI' 16 SETTEMBRE - Ad aprire la 21/a edizione di Negro (per la sezione Antrosuono, ore 21.30) sarà Fiorenza Calogero con “Il pericolo dell’anima – Viaggio intorno alla tarantella”, in un mondo in cui la musica, il canto e la danza sono indissolubilmente legati gli uni agli altri, in un forte contesto di incastro tra differenze di una musica e di una danza tradizionale, le cui origini risalgono agli antichi riti dionisiaci e misterici diffusi nellarea del Mediterraneo. Sul palco principale (ore 22.30) saliranno invece Sandro Joyeux (musicista francese) & Hugolini, giovane protagonista della scena fiorentina, tra world music e dj, per poi passare il microfono alle "Stazioni lucani", con Francesco Magnelli, (ex Csi), Ginevra Di Marco, Stefano Cisco” Belotti (ex Modena City Rambler), Carlos Paz e Ziad Trabelsi, (due delle voci principali dell’orchestra di Piazza Vittorio), Daniele Sepe e Peppe Voltarelli. In un viaggio nella tradizione popolare, gli artisti, su diverse pedane, interagiscono con Ginevra Di Marco e tra di loro, in una fusione musicale che travalica stili e generi: c’è chi suona, chi contrappunta, chi armonizza con la voce, chi improvvisa, chi semplicemente sorride o si concentra nell’ascolto dell’altro.

 

IL PROGRAMMA DI SABATO 17 SETTEMBRE - Nel secondo giorno del festival Negro le luci del palco principale (22.30) si accenderanno su Na strada ‘miezz’o mare”, un tributo in napoletano a “Crêuza De Mä” di Fabrizio De André, con Maldestro, Francesco Di Bella, Teresa De Sio ed Enzo Gragnaniello. Il progetto, di Dario Zigiotto e Annino La Posta, fu realizzato per il Comune di Napoli lo scorso anno: al Negro Festival ne sarà offerto un estratto, alla sua prima rappresentazione. A proporre questa prima versione ci sarà quindi Maldestro (in trio) con “’A pittima”, Francesco Di Bella (in trio) con “Jamina”, Teresa De Sio (in trio), che nel 2011 fece una prima versione in napoletano di “Crêuza de mä” tradotta con il titolo che rappresenta il progetto ed Enzo Gragnaniello (gruppo completo) con “Sinàn capudàn pascià”, coordinati da Mimmo Maglionico, maestro concertatore del progetto originale. L’evento è dedicato a Maria Laura Giulietti, giornalista musicale e storica produttrice artistica di Teresa De Sio, scomparsa lo scorso autunno.

Sempre sul palco principale, in precedenza, spazio ai Renanera e Vittorio De Scalzi, con brani in lucano e in genovese che hanno al centro il dramma delle migrazioni e del Mediterraneo, a partire da quel “Creûza de mä” di De André e Mauro Pagani, che ha rinnovato l’epopea della “word music” internazionale, eseguita in un’originale versione bilingue. Alle 21.30, per Antrosuono, sarà la volta di Ginevra Di Marco, che presenta uno spettacolo dedicato alla cantante argentina Mercedes Sosa, in cui ripercorre i momenti importanti della carriera de “la Negra”, cantando le più belle canzoni da lei interpretate.

 

IL PROGRAMMA DI DOMENICA 18 SETTEMBRE - L'ultima giornata della rassegna inizia (ore 21.30) con L’ensemble di Giuliano Gabriele - ospite di diritto in quanto vincitore dell’ultima edizione del “Premio Andrea Parodi” di Cagliari, di cui il Negro Festival è partner - con "The hypnotic Dance’s Time”, spettacolo che riunisce la musica delle  regioni  meridionali  in un  progetto artistico sperimentale, ancorato  alla  tradizione della  tarantella, soprattutto attraverso gli ipnotici tempi di danza. Sul palco principale (22.15) saliranno invece "Nando Citarella & Tamburi Del Vesuvio" in Terra ‘e motus 20 th” per poi lasciare la scena a "The Klezmatics" & Roy Paci. I Klezmatics sono famosi per la loro capacità di mescolare lingue e sonorità diverse a partire dalle antiche melodie Yiddish, con influenze musicali diversissime, come gospel, punk, musica araba, africana e ritmi balcanici. A loro si aggiunge il mago siciliano della tromba, Roy Paci, accendendo aspettative frizzanti nell’incontro artistico tra lui e Frank London, il trombettista e leader dei Klezmatics.




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