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Rubrica Fisco e Diritto: Bonus 80 euro, i chiarimenti dell'Agenzia delle Entrate


03-05-2014

Come oramai da alcuni giorni tutti di noi sapranno, il governo Renzi ha varato un bonus per i lavoratori dipendenti pari ad euro 80 mensili. Tante le voci, contrario e meno, sull'argomento, ma vediamo in cosa effettivamente consiste, come da chiarimenti dell'Agenzia delle Entrate. L’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 8 del 28.04.2014, ha fornito i primi chiarimenti in merito al cosiddetto “bonus 80 euro”, volto alla riduzione del cuneo fiscale per lavoratori dipendenti e assimilati. La misura, contenuta nel D.L. 66/2014 (cosiddetto “Decreto Renzi”), riconosce ai lavoratori dipendenti e alcuni redditi assimilati un credito d’imposta massimo di 640 euro. L’intervento normativo, che prende il nome di “Riduzione del cuneo fiscale per lavoratori dipendenti e assimilati”, attualmente, vale esclusivamente per il 2014, e parte dal prossimo mese di maggio, anche se il Governo ha fatto sapere di voler rendere la misura “strutturale” mediante la
Legge di Stabilità 2015, al fine di ridurre nell’immediato la pressione fiscale e contributiva sul lavoro e nella prospettiva di una complessiva revisione del prelievo finalizzata alla riduzione e riqualificazione strutturale e selettiva della spesa pubblica. Il credito è concesso in maniera automatica da parte dei sostituti d’imposta (datori di lavoro), senza attendere alcuna richiesta esplicita da parte dei beneficiari (lavoratori dipendenti). Esso, inoltre, è attribuito dai sostituti d’imposta ripartendone il relativo ammontare sulle retribuzioni erogate a partire dal primo periodo di paga utile successivo alla data di entrata in vigore del decreto. Come precisato in precedenza, il credito è riconosciuto unicamente a chi ha un contratto di lavoro dipendente (pubblici e privati) e alcuni redditi assimilati (art. 50, c. 1 TUIR), quali:

  • compensi percepiti dai lavoratori soci delle cooperative (lett. a);
  • indennità e compensi percepiti a carico di terzi dai lavoratori dipendenti per incarichi svolti in relazione a tale qualità (lett. b);
  • somme da chiunque corrisposte a titolo di borsa di studio, premio o sussidio per fini di studio o addestramento professionale (lett. c);
  • redditi derivanti da rapporti di collaborazione coordinata e continuativa (lett. c-bis
  • remunerazioni dei sacerdoti (lett. d);
  • le prestazioni pensionistiche di cui al D.Lgs. n. 124 del 1993 comunque erogate (lett. h-bis);
  • compensi per lavori socialmente utili in conformità a specifiche disposizioni normative (lett. l).

Sono esclusi dal credito:

  • i contribuenti il cui reddito complessivo non è formato dai redditi specificati dal comma 1-bis;
  • i contribuenti che non hanno un’imposta lorda generata da redditi specificati al comma 1-bis superiore alle detrazioni per lavoro dipendente e assimilati, spettanti in base all’art. 13, comma 1, del TUIR;
  • i contribuenti che, pur avendo un’imposta lorda “capiente”, sono titolari di un reddito complessivo superiore a euro 26.000.

Dalla lettura del testo si evince che esso sarà ad importo “fisso” (80 euro), senza distinzioni, nella fascia tra gli 8.000 e i 24.000 euro di reddito annuo. Per chi percepisce invece, un reddito superiore ai 24.000 euro ma fino a 26.000 euro, è previsto un “meccanismo di décalage” che si ottiene mediante l’applicazione della seguente formula: bonus spettante = 640 x [(26.000 – reddito complessivo)/2.000]. Il credito d'imposta, che partirà dal mese di maggio 2014 fino a dicembre 2014, vale massimo 640 euro. Esso non concorre alla formazione del reddito del dipendente.
In conclusione un “bonus” che da molti viene visto inefficace, in effetti con 80 euro mensili non si può certo far molto, ma per altri è visto come positivo in quanto permette una maggiore possibilità di spesa mensile, con in più l'esclusione dei redditi più bassi quelli fino ad 8.000 euro, forse coloro che ne avrebbero avuto più bisogno, così come i pensionati ed i disoccupati. Tante le polemiche che si sono susseguite, ed ancora stanno continuando, come del resto sempre capita, ma a mio modesto parere è stato fatto un qualcosa che non risolve il problema degli italiani, ma un semplice “palliativo”, vista la grande crisi che attanaglia il nostro paese.
 

Vincenzo Tedesco
consulenza fiscale
vincenzotedesco.blogspot.com

 




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