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Chernobyl: un processo sui rifiuti tossici che fa discutere


31-01-2014

“Andremo avanti fino alla fine. Abbiamo il diritto di sapere la Verità sullo sversamento di rifiuti tossici anche nel Vallo do Diano. Non lasceremo nulla di intentato”, è il commento del vicesindaco di Sala Consilina Domenico Cartolano condiviso dal sindaco di Atena Lucana Pasquale Iuzzolino presente a Salerno, comuni che si sono costituiti parte civile ieri nel corso dell’udienza preliminare dinanzi al giudice Dolores Zarone insieme a tutti gli altri del Vallo di Diano. Il processo Chernobyl insomma continua a far discutere perché a tutta la popolazione sta a cuore venire a conoscenza della eventuale pericolosità della frutta e verdura che si coltiva nei diversi terreni finiti nella inchiesta Chernobyl, del cibo che si ingerisce e dell’aria che si respira, la cui salubrità oggi è messa in discussione. Un’attesa grande e comprensibile intorno questo procedimento penale che vede ancora una volta al centro della discussione cattive politiche di gestione di un territorio, la Campania, che rivendica da tempi immemori il suo primato di fertilità e salubrità. Il giudice ieri ha accolto la richiesta di parte civile dei comuni del Vallo e non solo che hanno voluto costituirsi parte civile, della provincia di Salerno, della Regione Campania e delle Comunità Montane campane, di alcune associazioni fatta eccezione per il Partito Comunista. Mentre chiarisce l’avvocato Alessandro Carrazza difensore di diversi comuni e di un ente: “Si è costituito nel procedimento il comune di Casalbuono, Monte San Giacomo, Polla e Teggiano, Consorzio di Bonifica Vallo di Diano per il danno patrimoniale immagine e alle falde acquifere. E’ stata impugnata la richiesta per Casalbuono in quanto ai confini e ma ho insistito perché sussiste il reato di associazione e il giudice ha accolto la mia richiesta. Ritorneremo nell’aula della Corte d’Assiste d’Appello di Salerno il prossimo 20 febbraio alle 9”. Insomma i reati contestati sono rilevanti e le relazioni stilate dall’Arpac lasciano intendere  che si tratta di rifiuti tossici, analisi che verranno discusse in sede di dibattimento per capire in realtà di cosa si tratta e se è stato realmente investito il Vallo di Diano dall’interramento di rifiuti tossici.

Antonella Citro




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