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Porcellum bocciato dalla Consulta, accolto il ricorso dei cittadini. La parola ora ai partiti


05-12-2013

Porcellum addio. La Corte Costituzionale – che aveva respinto i quesiti referendari nel gennaio 2012 - ha bocciato la legge elettorale. I giudici dovevano decidere sulla costituzionalità della norma - con cui sono stati nati tre parlamenti 2006, 2008 e 2013 – dopo un ricorso presentato da cittadini. La Consulta ha dichiarato incostituzionale la norma ideata dal leghista Roberto Calderoli, e definita dallo stesso autore una “porcata”, in tutti e due i punti sottoposti al vaglio di legittimità rispetto alla legge fondamentale dello Stato: ovvero il premio di maggioranza e la mancanza delle preferenze cioè le liste bloccate.

“Resta fermo che il Parlamento può sempre approvare nuove leggi elettorali, secondo le proprie scelte politiche, nel rispetto dei principi costituzionali” fa sapere la Corte. Sembrava che la legge, dopo il rinvio della discussione nel Senato, dovesse resistere ancora e invece di fatto i giudici impongono ai parlamentari quella riforma che è stata a lungo chiesta dal presidente Giorgio Napolitano.

L’efficacia del verdetto, comunque, decorrerà dal momento in cui le motivazioni saranno pubblicate. E comunque, fino a nuova legge, c’è un ritorno di fatto al Mattarellum. Le motivazioni della decisione “saranno rese note con la pubblicazione della sentenza, che avrà luogo nelle prossime settimane e dalla quale dipende la decorrenza dei relativi effetti giuridici” fa sapere la Consulta.

L’approdo in Consulta della legge elettorale ha alle spalle una vicenda giudiziaria di ricorsi e bocciature, alla cui base c’è la testardaggine di un avvocato 79enne, Aldo Bozzi. Nel novembre 2009, in qualità di cittadino elettore, il legale aveva citato in giudizio la Presidenza del Consiglio e il ministero dell’Interno davanti al Tribunale di Milano, sostenendo che nelle elezioni politiche svoltesi dopo l’entrata in vigore della legge 270/2005, il cosiddetto Porcellum, e nello specifico nelle elezioni del 2006 e del 2008, il suo diritto di voto era stato leso, perché non si era svolto secondo le modalità fissate alla Costituzione – ossia voto “personale ed eguale, libero e segreto (art. 48) e “a suffragio universale e diretto”. Il tenace avvocato è riuscito ad arrivare fino in Cassazione. Che poi con un’ordinanza del 17 maggio scorso aveva rimesso la questione ai giudici costituzionalisti. “

Quattro anni di battaglie andate a buon fine – dice Bozzi all’Adnkronos – E adesso bisogna sottolineare che non si crea nessun vuoto giuridico: a mio parere, con la pronuncia della Consulta, di fatto si torna alla legge elettorale precedente, il Mattarellum. Molto probabilmente torneremo a votare in estate. Ma intanto oggi ci godiamo la vittoria, da domani penseremo a riassumere la pronuncia in Cassazione, dove è pendente un altro procedimento”. Liste bloccate, premio di maggioranza senza soglia minima, inserimento nella lista elettorale del nome del capo di ciascuna lista o coalizione, gli aspetti che erano stati contestati dal legale.

La Corte costituzionale “è un organismo politico della sinistra – dice Silvio Berlusconi -. La nostra architettura istituzionale è fatta non per decidere, ma per vietare. Il presidente del Consiglio italiano ha solo il potere di stendere l’odg del Consiglio dei ministri. Non ho ancora un’informazione precisa, non posso fare commenti. Bisogna vedere cosa hanno dichiarato incostituzionale” aggiunge il Cavaliere.

Fonte: Il Fatto Quotidiano - tratto da: www.salernonotizie.it




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