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A Sant'Angelo a Fasanella comunitÓ sotto shock per la vicenda delle due casalinghe arrestate per abusi


09-11-2013

Ieri mattina, alle prime luci dell’alba, i Carabinieri del Comando provinciale di Salerno, hanno arrestato due donne, una casalinga 29enne di origini toscane ed una 26enne di Sant’Angelo a Fasanella, negli Alburni.
L’accusa è gravissima: reati di atti sessuali con quattordicenni. L’attività investigativa è partita dalla denuncia presentata dalla madre di un minorenne del luogo. La donna preoccupata riferiva al Comandante le sue perplessità sul suo giovane figlio che aveva mostrato un profondo disinteresse per gli studi e aveva iniziato ad allontanarsi da casa anche in orari notturni, senza un motivo specifico o senza comunicarlo ai genitori. I genitori hanno iniziato ad essere più vigili ed hanno trovato sul profilo facebook del ragazzo espliciti messaggi a sfondo sessuale. Dopo aver parlato con il ragazzo, egli stesso ha confermato di essere stato adescato insieme ad altri minorenni e convinto a intrattenere rapporti sessuali da parte delle due donne, arrestate. L’attività investigativa ha consentito di far luce su quella che il GIP, nell’ordinanza cautelare, definisce: “…particolare devianza non facilmente controllabile di cui risultano portatrici le due donne e, quindi, del pericolo della recidivanza, come reso manifesto dalla gravità del fatto contestato, dai contatti che la… omissis… sembra intrattenere con altri minori, dal comportamento assunto da …omissis…, in favore della coindagata, (di mettere a disposizione l’abitazione per favorire atti sessuali con minori), dalla reiterazione della condotta, onde la necessità di limitare la libertà di autodeterminarsi delle donne incapaci di tenere a freno i propri istinti sessuali, la ….omissis…., peraltro, nonostante i rapporti con altri uomini”, e difatti l’attività di monitoraggio del profilo Facebook di una delle parti offese, i riscontri dell’attività tecnica, le stesse assunzioni testimoniali, e servizi di osservazione, controllo e pedinamento effettuati dagli investigatori, consentivano di cristallizzare un grave complesso di indizi di reità a carico delle due donne. Le investigazioni e le relative intercettazioni telefoniche, inoltre, hanno consentito di impedire, in ben due occasioni che una delle arrestate potesse condurre un bimbo di 10 anni, all’interno dei bagni pubblici comunali, al fine di far “provare un bambino” ad un uomo, a carico del quale procedono le investigazioni. Nel corso delle perquisizioni domiciliari è stato rinvenuto e sottoposto a sequestro materiale utile al prosieguo dell’azione investigativa. Le due donne, espletate le formalità di rito, sono state associate presso le rispettive abitazioni in regime di arresti domiciliari.

tratto da: www.quasimezzogiorno.it




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