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Dopo lo stop del governo arriva il decreto di Caldoro che, in qualita' di commissario per la sanita', rende operativo il Registro Tumori per la Campania


13-10-2012

NAPOLI. «Interverremo subito con un decreto commissariale». Stefano Caldoro scende in campo per sanare il pasticcio del registro tumori, varato dal Consiglio regionale ma bloccato dal governo perché «in contrasto con il piano di rientro dal disavanzo sanitario». Il ragionamento del governatore è chiaro: si tratta di uno strumento indispensabile che dev’essere adottato al più presto. E allora, in attesa che la Corte costituzionale si esprima sul conflitto di competenze, si seguirà un percorso alternativo: Caldoro, in qualità di commissario per la sanità, firma - accogliendo i rilievi dell’esecutivo - un decreto ad hoc che renderà comunque operativo il registro. Le risorse necessarie, fanno sapere da Palazzo Santa Lucia, verranno reperite dalla struttura commissariale d’intesa con i tecnici dei ministeri dell’Economia e della Salute: si tratta di 1,5 milioni di euro che saranno impiegati per allestire la rete informatica propedeutica a creare un sistema integrato di monitoraggio e raccolta dati sulle patologie tumorali. Il decreto commissariale resterà in vigore, colmando di fatto la vacatio, fino a quando l’assemblea campana non provvederà a modificare la legge impugnata a Roma o finché non ci sarà il verdetto della Consulta. A questa soluzione il governatore è giunto dopo una serie di contatti con i consiglieri regionali e con gli esperti della struttura commissariale. Si potrà superare, così, l’impasse determinata da alcune norme inserite nella legge: l’articolo 7, infatti, autorizza l’«acquisto di beni strumentali, impianti e servizi; spese per le attività del centro di coordinamento e del comitato tecnico-scientifico; spese per comunicazioni e informazioni; spese generali». Troppo, secondo l’esecutivo, per una Regione che ha ancora un deficit di 250 milioni (e che tuttavia punta al pareggio di bilancio entro la fine del 2012). Il braccio di ferro ha intanto scatenato polemiche e fibrillazioni. Anna Petrone, vicepresidente della commissione Sanità del Consiglio regionale, parla di «un altro duro colpo per la salute dei cittadini campani. Roma controlla tutti i nostri atti e, in nome del piano di rientro dal disavanzo sanitario, puntualmente boccia anche leggi di fondamentale importanza per la comunità. Così non si può più continuare. Se non possiamo fare nulla, tanto vale andare a casa». Critico anche il consigliere del Pdl Mafalda Amente: «Con la salute dei cittadini non si scherza e a maggior ragione non si può agire con superficialità in molte aree, dove negli ultimi anni i casi di tumore sono purtroppo aumentati». Per il consigliere comunale di Napoli, Francesco Vernetti, «la scelta da parte del governo di bloccare il registro è incomprensibile. Forse si ha paura di conoscere la verità sui livelli di inquinamento in cui versano i nostri territori». Il presidente di Legambiente Campania, Michele Buonomo, non risparmia accuse alla politica: «È assurdo ed inconcepibile che, dopo decenni di veleni e incendi tossici, per i cittadini al danno si aggiunga la beffa di veder annullato uno strumento necessario per prevenire e combattere i criminali dei rifiuti». Gianni Pittella, vicepresidente vicario del Parlamento europeo, annuncia: «Chiederò ai nostri tecnici a Bruxelles di individuare la possibilità che il percorso sia finanziato nell’ambito dei programmi europei». Oggi (17/09/2012) alle 13 invece, si terrà davanti al Pascale una protesta eclatante, organizzata - tra gli altri - dall’assessore comunale Marco Esposito: ambientalisti, grillini e ricercatori parteciperanno a una catena umana per sensibilizzare la classe politica e l’opinione pubblica sull’importanza del registro, soprattutto in Campania. E sempre in giornata il sindaco Luigi de Magistris presenterà la serata di beneficenza in programma venerdì al Teatrino di Corte di Palazzo Reale per promuovere una raccolta fondi finalizzata al miglioramento della qualità di vita dei pazienti in trattamento oncologico.

Gerardo Ausiello

tratto da: www.mattino.it




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