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Potenza - Auditorium Conservatorio - Vinicio Capossela in concerto - Marinai, profeti e balene


Potenza - Auditorium Conservatorio Potenza - Auditorium Conservatorio
18 Novembre 11

VINICIO CAPOSSELA

Tour Marinai, profeti e balene
Venerdì 18 novembre 2011, ore 21.00
Auditorium Conservatorio "Gesualdo di Venosa"
Biglietti: www.infotickets.it
Inizio prevendita: giovedì 3 novembre 2011


All'arrembaggio.
L'orizzonte è lì, poco distante.
Un visionario al timone guida una ciurma di incantatori. L'immaginario musicale sale, palpabile, con arrangiamenti fragorosi e bandistici, secchi e sordidi. Marinai, profeti e balene sono esseri fantastici che avvinghiano gli spettatori. L'istrione Capossela si muove in un teatro di strada. Smonta e apre la cambusa con lucida follia. Dal capitano Vinicio l'ordine di salpare. Le due ore e mezza di show, orchestrare da una perfetta regia, sono un magnifico viaggio attraverso i continenti d'acqua alla ricerca di balene, sirene, ciclopi e altri esseri fantastici scaturiti dalla mente e dagli incubi di chi va per mare. Melville, Conrad sono spesso citati nello spettacolo.
Il capitano Vinicio si muove a suo agio sulla nave tra una ciurma indaffarata a percuotere e accarezzare strumenti di ogni genere. Accese le luci, i volti degli spettatori hanno le sembianze di chi ha per davvero vissuto un'avventura in mare. Riluttanti a lasciare il teatro, provati dalle emozioni e grati a un capitano davvero eccezionale capace di usare metafore a raffica per rendere ancora più spaventosa la realtà.

Cast artistico

Vinicio Capossela
voce, pianoforte, tastiere, chitarre

Francesco Arcuri
sega musicale, campionatore, Steel drum, Saz, Santoor, Concertina

Zeno De Rossi
Batteria, Conga, gong delle nuvole, Teste di morto

Mauro Ottolini
Trombone, Conchiglie, Bombardino, Flauti, Kalimba

Alessandro "Asso" Stefana
Chitarre, Banjo, Armonio

Achille Succi
Ance, Flauti, Shakuhuaci, Shehnai, Tin whistle

Vincenzo Vasi
Theremin, Campionatore, Marimba, Voci, Glockenspiel

Glauco Zuppiroli
Contrabbasso

Edoardo Rossi

Cori, Catene, Ciclope

Valeria Pilia, Manuela Ragusa, Ambra Pintore
Le Donne Sarde di Actores Alidos

Christopher Mallaby
Scenografie

Francesco "Tramba" Trambaioli
Disegno Luci

Antonio Marras
Costumi

Taketo Gohara Regia audio / Stefania Bonomini Assistente Fonico / Roberto Mandia Fonico di palco

Produzione La Cupa
Andrea Ricci, Luciano Linzi, Nepal Campagna, Fulvio Bufardeci, Sara Contavalli, Alice Biotti

Imput Studio Service Audio & Luci
Daniele Pavan, Nicola Frasson, Marco Coccolo, Nicola Pugliese, Alberto De Grandis, Tommy Zappon

Distribuzione Ponderosa Music & Art
Paolo Caiani, Giuseppe Ponti, Alessandra Maculan, Marco Castellani

Chi va per mare il mare se lo prende
E Dio creò un grande pesce per inghiottirci.
Essere ingoiati dal pesce è la premessa della trasformazione. Cos’è il Leviatano?
Qualcosa di più grande di noi. Un percorso da fare. È il sacrificio, l’espiazione, i 40 giorni nel deserto. Ora cos’è questo pesce? Esiste un pesce capace di inghiottirci?
C’è eccome, è questo grosso pesce che somiglia a un baraccone, in cui non regna ne virtù, ne conoscenza e nemmeno senso del destino. Solo queste continue ed incessanti esortazioni al basso. E io vi dico invece che per quanto siamo fango impastato con uno sputo divino, c’è comunque del divino in noi, anche nello sputo. E ovunque e comunque ci vuole coraggio e cuore di cane, come il pesce che l’osso se l’è messo dentro, nello scheletro, per navigare e smettere di proteggersi fuori con una corazza… e poi senso del destino… e dunque bisogna essere un poco profeti.
E poi i mostri, le balene, le creature del sogno, che sono dentro di noi, enormi, molto più del piccolo involucro di corpo che ci contiene. Cose enormi come la morte, l’anima, l’amore, la paura, Dio, God, Tutto Quant’. Tutto quello che è infinitamente più grande di noi, ed eppure sta in noi. È questo che abbiamo cercato di mettere in questo spettacolo e in questo lavoro. Perciò ora salpiamo, e procediamo a vista di cabotaggio, con un piccolo gazzettino di navigazione, che non contiene rotte, ma indicazioni avute da chi è passato in quei luoghi prima di noi. Incontreremo forse cannibali, e poi amanti, e penzoleranno impiccati in punta di pennone, incontreremo i fantasmi della raffica bianca, lo Harz delle fiabe dell’est, il terrore, il bianco colore dell’assenza. Dovremo lasciarci alle spalle affetti e famiglia e ne subiremo la nostalgia, il dolore del Nostos, del ritorno e del ricordo. Gli inganni dell’attesa, i suoi simulacri. Ci impiglieremo in vite che non sono le nostre, come nell’isola di Calipso, colei che nasconde. Scenderemo nel regno dei morti e interrogheremo il profeta Tiresia.
Incontreremo balene imbalsamate e balene bianche, fino a che il mare ci si richiuderà sopra come una pentola e forse risorgeremo. Andare oltre il ritorno, folli come quando si inizia una nuova vita e si taglia il ritorno dietro di sé. Avremo per compagne le Pleiadi, il diadema del cielo, amico dei naviganti. Scopriremo il nostro coraggio e la nostra codardia nel momento della scelta. Urleremo al cielo la nostra ribellione al silenzio di Dio, alla mancanza di giustizia. Imploreremo la cura alla ferita inflitta dall’amore. Incontreremo chi ci racconterà la storia dall’inizio, come se ci fosse stato. Pregheremo povere statue ornate di conchiglie, che ci guarderanno comprensive, ma non potranno fare niente per noi. Fino ad arrivare al canto delle sirene che ci canteranno la nostra stessa storia, la nostra vita per intero, com’è andata, come avrebbe dovuto essere. Il loro canto ci restituirà tutto quel poco di divino, la perla intravista e frammentata nel fango della creazione. La luce del nostro cammino, dal niente al niente

Capitano V.C.

Biografia - Vinicio Capossela
Istrionico. Straripante. Ironico, ma anche sentimentale. Nelle sue canzoni il blues aspro e delirante, il jazz, le sonorità mediterranee e il fragore balcanico, ma anche il teatro di Brecht e il surrealismo.

Artista errante, ha percorso tutte le tappe di una gavetta dura, da "emigrante". Nasce il 14 dicembre ad Hannover. Ventenne approda in Italia e si divide tra il lavoro di parcheggiatore e gli studi al conservatorio. Ben presto si trasferisce a New York dove suona nei pub e nei night. Grazie all'incontro con Francesco Guccini e Renzo Fantini, poi suo produttore, pubblica "All'una e trentacinque circa" (1991) che gli vale il "Premio Tenco" come migliore opera prima. Nel 2001 e 2006 con "Canzoni a manovella" e "Ovunque Proteggi" altri due riconoscimenti. A vent'anni dal primo, con "Marinai, profeti e balene" si aggiudica il suo quarto "Premio Tenco". Ancora applausi.

Info e prevendite:

www.viniciocapossela.it - www.cittacentoscale.it  - www.infotickets.com/




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